Trattoria Lavarini

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ingresso

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particolare sala

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Le origini

Esiste un luogo speciale nell’Alta Valpantena, all’imboccatura del Vajo dell’Anguilla, talmente ameno ed ospitale da risultare tra i favoriti dell’uomo fin dalle origini. Anche dal Neolitico giungono a noi numerose tracce, rinvenute grazie al lavoro di Don Antonio Fasani, parroco di Lughezzano nella seconda guerra mondiale.

Il territorio

Fin dagli albori, questo piccolo paradiso ha ospitato un succedersi di popolazioni e culture ed è stato teatro di intense attività umane, dall’agricoltura alla pastorizia, per arrivare, più recentemente, al trasporto di ghiaccio e legnami. In questo antico territorio è situato Lughezzano, ridente paesino immerso nel verde.

Storia

L’edificio che ospita la trattoria risale al 1910 e nasce come punto di ristoro per i viaggiatori che percorrevano l’allora unica via carrabile da Verona a Boscochiesanuova. Speranza, aveva veramente tante storie e aneddoti da raccontare agli avventori che, soprattutto la domenica, affollavano il suo locale: dal passaggio dell’esercito tedesco in fuga dopo la fine della seconda guerra mondiale, all’arrivo degli americani, accampatisi sul monte Castelletto, alla visita di Tazio Nuvolari che, con la sua mitica Alfa Romeo, aveva portato la famiglia a Boscochiesanuova, per l’estate.

La gente

Parlano di uno scenario sociale aspro e variegato, le storie di nonna Speranza, animate da contrabbandieri, partigiani, preti, cacciatori e formidabili segugi, da furti di tabacco, sale e merci preziose. E ancora da sagre, gente semplice e contadini reduci che raccontavano piangendo dei tanti amici lasciati là, nel gelo della steppa.
La Irene e l’Orlando Più tardi, nonna Speranza venne affiancata dal figlio Orlando e dalla nuora Irene, la quale divenne ben presto l’asse portante dell’attività. Sotto la sua guida, il locale si trasformò da Osteria in Locanda e poi in Trattoria. Ogni domenica si servivano tagliatelle e lasagne fatte con pasta tirata a mano. Leggendaria fu la volta in cui la signora Irene impastò da sola 150 uova, in occasione della tradizionale Festa dell’Amicizia.

La rinascita

Riallacciandosi a queste antiche radici, la trattoria è rinata nel 2001, per merito di Mara, nipote di Speranza e figlia di Irene, la quale, con la sua gestione, ha voluto proseguire nel segno nella tradizione e difendere l’antico valore dell’accoglienza.